
La salute peggiora di giorno in giorno. I polmoni si consumano ogni attimo che passa, e per loro niente giustizia. Le squadre di soccorso che negli attimi successivi agli attacchi al WTC dell’ 11 settembre, chiedono di essere ascoltate: da anni alle prese con problemi di salute, soprattutto di natura respiratoria, dovuta alle esalazioni tossiche delle macerie. Giorni interi di lavoro, tra le esalazioni di più di 200.00o tonnellate di alluminio, 5.000 di amianto e più di 400.000 metri cubi di cemento armato bruciato Invalidi ormai al 100% i soccorritori, stanno da anni chiedendo un incontro sia al presidente Bush, sia al sindaco di New York Bloomberg, per discutere dei gravi problemi di salute di cui soffrono coloro che all’indomani della strage furono definiti “eroi”. Più di 20 ore al giorno di lavoro, sotto le macerie tirando fuori i corpi, non sono bastati questi fatti ad attirare su di loro l’attenzione, se è vero che il l’amministrazione Bloomberg ha speso circa venti milioni di dollari per respingere le richieste di risarcimento degli “angeli in uniforme rossa”. Ormai i morti in conseguenza delle torri crollate aumentano a dismisura e le loro storie stanno commuovendo tutta la nazione.

Alcuni di loro come James Zadroga o Steve Johnson sono morti ancora giovani, e le loro famiglie stanno portando avanti una battaglia legale che è anche una lotta contro chi troppo in fretta li ha incensati, contro chi prima ha scimmiottato i valori di dignità, giustizia e libertà ed in seguito ha adottato la strategia dell’indifferenza



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